Una vista machiana

MrCari lettori, interrompo finalmente il mio silenzio, mentre riemergo da una valanga di lavoro che mi ha recentemente sommerso. Il mese di luglio è stato terribile: non solo ho difeso la mia tesi di dottorato, ma qualche giorno dopo, invece di sorseggiare mojitos su una imprecisata spiaggia del globo, come normalitá imporrebbe, ho pensato bene di recarmi ad una conferenza internazionale, dove ho parlato di embodiment radicale. Colgo ora l´occasione per alcune note finali (e riassuntive) riguardanti il concetto di multidisciplinarietá, considerando il fatto che il mio dottorato in archeologia cognitiva si è basato su una combinazione di teoria archeologica, filosofia delle scienze cognitive, fenomenologia e paleoantropologia.
1) La multidisciplinarietá è persona di facili costumi: in pubblico si “associa” con tutti, in privato nessuno la conosce. In questi anni mi è capitato innumerevoli volte di trovarmi in situazioni accademiche nelle quali ricercatori di ogni campo e disciplina hanno mostrato interesse verso gli argomenti multidisciplinari da me introdotti, generando discussioni spesso costruttive. Quando tuttavia uno chiede di alzare il livello e propone di trasformare questo interesse “da corridoio” in qualcosa di serio (e.g., collaborazioni, lavori comuni, potenziali applicazioni per futuri progetti), ecco che l´interesse di colpo sparisce ed il conservatorismo accademico mostra il suo lato piú profondo. Alla fine, gli approcci multidisciplinari si rivelano sempre “altro” rispetto a quello che si fa in un certo dipartimento, che ha costruito la sua nicchia accademica in anni di lavoro e non ha ragione di perturbarla aggiungendo nuove variabili non chiaramente controllabili. Lo slogan piú diffuso in questi anni è stato:

“Interessante, ma noi non facciamo quello che vuoi fare tu, qui si fa altro. Devi cercare qualcuno che ha flessibilitá e mente aperta per poter accogliere questo tipo di ricerca”.

Ció suona molto simile agli slogan medio-politici, della serie “Il lavoro prima”, frasi che affermano cioé l´evidente senza spiegare come realizzare il tutto. Senza contare il fatto che, ad oggi, per inserire nel sistema una novitá é necessario che ci sia qualcuno che giá controlli la novitá stessa. E se c´é giá qualcuno che controlla qualcosa di nuovo, non ha senso parlare di novitá; un interessante caso di logica circolare.

2) Nel frattempo, poiché la parola “multidisciplinare” é modaiola ed attira interesse, le comunitá scientifiche attuali tendono ad appropriarsene come e quando possono, producendo ció che abbiamo definito a suo tempo monodisciplinarietá superba. Per rinfrescarvi la memoria, trattasi di un approccio multidisciplinare che viene sviluppato da esperti monodisciplinari appositamente per un´utenza monodisciplinare. Ció genera tutta una serie di argomenti spurii, se non di intere discipline “canaglia”, che contribuiscono ad aumentare la giá notevole confusione spesso presente anche nei campi fondativi. Tutto questo supportato dai numerosi editori che sposano ad oggi la linea: “noi siamo un giornale multidisciplinare, ma il tuo paper è troppo multidisciplinare. Noi siamo meno multidisciplinari e quindi non possiamo accettare il tuo lavoro”.

3) C´è da dire che le relazioni tra le cosiddette discipline umanistiche e quelle scientifiche sono veramente ai minimi storici ed una soluzione a questo problema mi sembra ad oggi lontanissima. Gli scienziati, spesso per superificialitá e arroganza, rifiutano di capire (o sottovalutano) qualunque approccio non sia strettamente empirico. D´altro canto, gli umanisti spesso falliscono nel rendere il loro punto di analisi chiaro (o a volte lo rendono incomprensibile ai non esperti al solo scopo di vantarsi). Tendono cioé a far scomparire la domanda che loro stessi pongono ed il metodo di analisi in una serie di proposizioni verbose che alla fine danno l´idea di una complessa forma di narrativa, piuttosto che di una analisi logica volta a risolvere un problema. Sta di fatto che in molte presentazioni umanistiche non si capisce nemmeno quale sia il punto in ballo e in un contesto multidisciplinare questo indispettisce non poco l´audience scientifica. In ambito editoriale si hanno inoltre casi in cui giornali scientifici arrivano a proporre discussioni teoriche che peró, nei campi umanistici paralleli, sono state giá affrontate decenni fa (e che non vengono citate). Assistiamo cosí a cicli di re-invenzione della ruota, come mostrato ad esempio dal dibattito sul metodo in archeologia cognitiva, che sta ora riemergendo in archeologia sperimentale, senza tuttavia riferimento alcuno a quanto giá detto in archeologia teorica.

D Garofoli

 

~ di D Garofoli su agosto 3, 2015.

Una Risposta to “Una vista machiana”

  1. Ricordiamoci che già Thomas Kuhn lo ha descritto con estrema precisione: il mondo della ricerca è reazionario, i ricercatori sono i primi che si oppongono al cambio … Hanno paura delle frontiere, le usano come scusa per giustificare il fatto che spesso il loro lavoro non va da nessuna parte, ma si arroccano nelle poche cose che sanno o pensano di sapere, evitando qualsiasi rischio verso l’incognito.

    “Multidisciplinare” per molti vuol dire uno che commenta su molte cose differenti, tutto qui … Uno che opina su cose che non conosce, questo vuol dire multidisciplinare, con certa frequenza. La scienza è fondamentalmente confermativa, non innovativa. Leggetevi Kuhn!

    Chi si avvicina davvero alla frontiera viene isolato, nel migliore dei casi. E i ricercatori sono i primi che ti linciano se tenti di aprire le porte. Le “rivoluzioni” si accettano solo se sono innocue.

    Poi, una volta che hanno interrato il “pioniere”, dopo qualche decina di anni qualcuno dice che era un genio … precorreva i tempi … il sistema che ti ha fucilato inizia a tessere le tue lodi! Ma il genio è già morto da tempo, e non gliene può fregare di meno che gli hanno rovinato la vita per poi un secolo dopo elogiarne l’ingegno.

    Tutto questo, per favore ricordiamolo ancora una volta, in un contesto che troppo spesso usa la conoscenza come giustificazione, ma ormai è praticamente quasi solo un mercato. Rilancio un vecchio commento di tre anni fa, sempre più attuale:

    https://paleoneurology.wordpress.com/2012/11/08/science-and-research/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: