Scienzaperta

Scienza e Società 2014La rivista “Scienza e Società” del Centro Pristem dell’Universitá Bocconi ha pubblicato un volume dedicato a Open Science, con contributi sia su temi teorici che pragmatici e legali. La scienza aperta appare oggi una necessità, sia perché i mezzi lo permettono, sia perché i cambiamenti lo richiedono. La scienza come processo sociale condiviso, comunicare tutto a tutti, come sottolinea Pietro Greco, che aggiunge un dato realmente importante per capire alcuni fattori fondamentali del cambio: in un secolo il pianeta è passato dall’avere 80.000 ricercatori ad averne 7 milioni. Nel mentre, si passa da una scienza prevalentemente finanziata dai governi a una ricerca prevalentemente finanziata dai privati. Questi due fattori da soli, massificazione e privatizzazione, richiedono una seria riconsiderazione di tutto processo scientifico. La  ricerca diventa cosa pubblica a livello di professione, e cosa privata a livello di sponsor. Entrambe le cose hanno dei vantaggi, ma quello che a me preoccupa sono i pericoli. L’introduzione dei vincoli e dei limiti sociali da un lato, e di quelli del mercato dall’altro, possono generare contraddizioni, eccessi, abusi, e illeciti di ogni tipo. La ricerca scientifica dovrebbe essere di fatto indipendente dalle influenze economiche e politiche, ed entrambi questi fattori invece vanno nella direzione contraria. Una indipendenza totale è senz’altro utopica, ma non per questo bisogna lanciarsi verso l’estremo opposto. Quindi da un lato dobbiamo porci alcune serie questioni morali e epistemologiche, dall’altro dobbiamo prendere decisioni pragmatiche per minimizzare i danni e ottimizzare i vantaggi. Il tutto ricordando un concetto fondamentale, che forse come italiani possiamo capire meglio di altri: non importa la legge o la regola, ma come si gestisce il processo. Troppe volte abbiamo visto una regolamentazione ottima resa pessima dalla corruzione e dalla pecioneria, così come abbiamo visto pessime riforme funzionare bene grazie a chi sapeva lavorare con competenza e responsabilità, utilizzando adeguatamente le risorse. Così è la “scienza aperta”: non è tanto importante tirare fuori buone regole e nobili propositi, quanto sapere e volere operare secondo quei criteri di logica, rispetto, e professionalità, che sono necessari a far funzionare qualsiasi contesto. L’unica regola davvero necessaria è la sensatezza.

E Bruner

***

Per quello che ho capito la rivista non ha formato digitale,  ed è disponibile solo dietro richiesta, per fascicolo o per abbonamento, all’Università Bocconi. Un pó strano per una rivista che affronti questi temi, ma questo è. Su questi argomenti vi ricordo anche questi altri post, su scienza, divulgazione, impresa, e ricerca.

~ di Emiliano Bruner su giugno 19, 2014.

Una Risposta to “Scienzaperta”

  1. Vedo che hanno messo il testo del mio articolo (aggiungendo un paio di sottotitoli che non c’erano) qui:

    http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/emiliano-bruner/neurogenesi-di-gaia-scienza-e-informazione-digitale/giugno-2014

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