Questioni frontali

Jebel Irhoud, 2013Ancora sulle aree frontali, e sul genere umano. Tre anni fa abbiamo visto che nell’uomo moderno e nei Neandertaliani le aree frontali sono più espanse lateralmente, presentando un cambio nelle proporzioni geometriche in aree che peraltro sono critiche per funzioni cognitive di un certo spessore. L’ipotesi era quella di un adattamento specifico, o di una ristrutturazione dei volumi per vincoli allometrici, o di entrambe le cose in termini di esaptazione. Questo mese pubblichiamo invece in collaborazione con il laboratorio di Sheela Athreya un lavoro sul profilo mediosagittale. Anche qui, si è sempre detto che l’uomo moderno ha una fronte più globulare, ma fino ad ora non c’era quantificazione diretta. Di fatto, le affermazioni si basavano su stime occhiometriche, indici, o su analisi geometriche più ampie che consideravano non solo la squama frontale ma anche il toro sovraorbitario o tutto il cranio, non chiarendo del tutto quindi il ruolo dell’orientamento e della posizione della fronte. Lo studio della forma della squama conferma che la nostra specie si caratterizza per questa fronte più curva rispetto a tutte le specie umane estinte. Ma mette anche in guardia contro affermazioni troppo strette quando si ha a che fare con singoli individui, perché ci sono aree di sovrapposizione della variabilità tra l’uomo moderno e le specie fossili. Infine, l’analisi conferma che questo carattere lo possiamo trovare dai reperti più antichi assegnati alla nostra linea filetica.

Nello stesso mese pubblichiamo anche con Osbjorn Pearson un lavoro sul cranio di Jebel Irhoud, un reperto incredibilmente completo trovato in Marocco e datato intorno ai 160 mila anni. A parte l’industria Musteriana, l’individuo presenta una architettura del neurocranio (anche a livello endocraniale) totalmente non-moderna, simile a quella Neandertaliana. Ma allo stesso tempo la faccia e le aree frontali tradiscono l’appartenenza alla linea evolutiva dell’uomo anatomicamente moderno. Jebel Irhoud suggerisce che forse l’origine dell’uomo moderno non ha coinciso esattamente con l’origine di un cervello moderno, almeno a livello di geometria dell’endocranio.

Già che sono in promozione di pubblicazioni vi invito anche a buttare un occhio a un nuovo articolo sul concetto di specie in antropologia evoluzionistica, che ci porta direttamente ad alcune riflessioni sull’interpretazione tassonomica e sulla percezione filogenetica di differenze come queste.

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su gennaio 8, 2013.

Una Risposta to “Questioni frontali”

  1. Qualche commento su Jebel Irhoud si trova sui blog di Dienekes e Mathilda. Lo Smithsonian ha messo online un modello 3D del cranio …

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