Asimmetria tecnologica

In un passaggio del libro “Thought in a hostile world”, Kim Sterelny discute il problema della relativa staticitá tecnologica presente nel record archeologico umano fino al Paleolitico superiore, in opposizione al concetto di “ingegneria epistemica” da lui introdotto per spiegare il peculiare carattere della mente umana rispetto agli altri animali. Se gli esseri umani sono infatti capaci di modificare l´ambiente in modo da poter alterare non solo le sue proprietá, ma anche il modo in cui esso trasmette loro informazioni (possono cosí alterare il metodo con cui trarre informazioni dall´ambiente), sarebbe piú che plausibile aspettarsi la presenza di continue, graduali innovazioni nel record archeologico. Al contrario, l´idea che i cambiamenti siano costituiti da grandi e discreti salti, almeno per quanto riguarda le tecnologie litiche, sembra porre un freno alla tesi dell´autore, il quale, probabilmente conscio di questo problema, prova a risolvere il paradosso sostenendo che le innovazioni possano essersi manifestate selettivamente in domini tecnologici che non hanno lasciato alcuna testimonianza nel record archeologico, riducendo cosí il valore degli artefatti litici come “indicatori di livello tecnologico”. Questo scenario tuttavia apre un problema di non poco conto sul quale vale la pena soffermarsi e cioé quello dell´asimmetria tecnologica: é plausibile immaginare un mondo in cui la tecnologia proceda in maniera non uniforme, e cioé estremamente lenta in certi domini ed estremamente veloce in altri? Questo paradosso é curiosamente simile a quello presentato nel telefilm “Fringe“, dove due universi paralleli molto simili tra loro, ma leggermente diversi, sono messi a confronto. Il primo é esattamente identico al nostro; il secondo invece é tecnologicamente asimmetrico:  l´aereo, ad esempio, non é stato ancora scoperto, ma in campo biomedico é possibile compiere autentici miracoli.

Personalmente ancora devo inquadrare il problema correttamente e per ora credo sia importante cercare di formulare le domande in modo giusto. Posto che non ho ancora completamente chiaro se il concetto stesso di asimmetria tecnologica possa esistere in assenza di termini di paragone, infatti, questi ultimi possono essere ricercati appunto nel record archeologico dell´umanitá arcaica, cosí come negli esperimenti mentali con universi paralleli. Ora come ora, per sbilanciarmi, nutro un certo scettiscimo nei confronti della asimmetria tecnologica, poiché non mi pare plausibile pensare che in un mondo dove esistono motori, uccelli e conoscenze scientifiche elevate, nessuno abbia mai pensato di mettere un motore ad un paio di ali, cosí come mi pare implausibile che in un mondo dove le innovazioni regnano sovrane nessuno abbia mai pensato di modificare un artefatto litico. Se l´asimmetria tecnologica non esiste, forse l´evoluzione umana é stata costituita dallo sviluppo di varie forme di ingegneria epistemica, alcune piú limitate (il che spiega la staticitá tecnologica degli esseri umani arcaici), altre piú sviluppate (a sostegno della capacitá di innovazione peculiare della nostra specie). Pensiamoci.

D Garofoli

~ di D Garofoli su aprile 12, 2012.

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