Semiotica Cognitiva

Nella massa di nuovi giornali scientifici che spuntano come funghi a destra e a manca, talvolta capita che qualcosa riesca a destare attenzione. Per quanto mi riguarda, é il caso di Journal of Cognitive Semiotics, una rivista di recente pubblicazione, che mira a coprire quello sconosciuto campo in cui lo studio filosofico dei segni si interfaccia con i meccanismi che regolano il funzionamento della mente, i processi neurali, culturali e via dicendo. Nonostante l´inizio non propriamente roseo che ha caratterizzato questo progetto editoriale, costretto ad un rilancio dopo appena qualche anno dalla sua nascita, il disperato bisogno che l´archeologia cognitiva ha della semiotica come teoria per regolare la mappatura tra domini multidisciplinari (i.e.: i flussi di informazione tra sistema comportamentale, mentale, neurale), mi porta a tifare per la sopravvivenza e possibilmente l´inclusione di temi evoluzionistici all´interno di tale iniziativa. Oggi, ad un secolo dalla sua formalizzazione, la semiotica sta venendo gradualmente “scoperta” dagli antropologi e archeologi illuminati, tra il disinteresse del blocco piú conservatore, che come al solito fa fatica ad accettare variazioni sul tema, specialmente quando tutto ció che fino a ieri era considerato “simbolo”, forse non lo é piú realmente. Nel campo delle neuroscienze cognitive, invece, questa disciplina é vista generalmente come una teoria parziale, che non spiega il funzionamento della mente: idea curiosa, visto che la semiotica dovrebbe disciplinare il modo in cui l´informazione é scambiata nell´intera realtá (Peirce) ed in particolare nella sfera della vita (Sebeok), che proprio sulla logica dei segni poggia le sue fondamenta. E quindi sí: ben vengano progetti come Cognitive Semiotics, per fare chiarezza su tutto ció, o almeno per dirci dove hanno preso il designer che fa loro queste splendide copertine. Lo esigiamo.

D Garofoli

~ di D Garofoli su ottobre 11, 2011.

2 Risposte to “Semiotica Cognitiva”

  1. Caro Garofoli, ti ringrazio per la segnalazione. Da semiotico, sono perfettamente d’accordo con quello che scrivi.
    Per caso sai anche come reperirla?
    Salvatore Zingale

  2. Caro Salvatore, purtroppo a parte la via classica, e cioé la sottoscrizione, che immagino avrá come al solito costi lunari, temo che per ora ci sia veramente poco da fare. Ho il sospetto che questi volumi non passino sui motori di ricerca scientifici e che siano dunque difficilmente reperibili, salvo trovare una biblioteca universitaria realmente all´avanguardia (ipotesi improbabile persino qui in Germania).

    Per ora c´é solo il primo numero gratuito completamente online e gli abstract contenuti nei successivi numeri.
    In effetti bisognerebbe porre una riflessione piú generale sulla difficoltá di reperire risorse bibliografiche in questi campi. In archeocognitiva metá della roba é introvabile ad esempio.

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