Heritage

Nel post precedente mi sono occupato del caso di FOXP2, allo scopo di mostrare come un approccio riduzionista basato sulla genetica cognitiva radicale possa risultare senza ombra di dubbio pericoloso sia in ambito evoluzionistico che ontogenetico. Questo argomento diventa ancora più interessante alla luce della nuova review di Wynn & Coolidge, nella quale i nostri insistono sulla teoria della Enhanced Working Memory come base del pensiero moderno e supportano ancora una volta i propri argomenti con lavori a sostegno della alta ereditabilità di questa funzione. Ora, non ho ancora letto gli articoli in questione, ma a mio parere un problema fondamentale da risolvere sta nel capire che cosa si intenda per alta ereditabilità di una proprietà cognitiva come la Working Memory. Per questo, vorrei provare ad usare questo post come base di discussione.
Dunque, dato che la WM è una funzione comune a numerose proprietà cognitive superiori, nonchè legata ad un esteso network di attivazioni neurali frontoparietali, bisognerebbe capire che cosa si intenda esattamente per alta ereditabilità in questo caso, ma soprattutto capire quali siano gli elementi biologici che vengono ereditati conferendo un vantaggio evolutivo ai soggetti dotati di tale bagaglio. Che cos’è che consente dunque alla WM di essere ereditata?
Per rispondere a tale domanda, si potrebbe pensare ad una peculiare architettura dei circuiti frontoparietali, scarsamente soggetta ad effetti ambientali, e facilmente ereditabile, che in una scala temporale evoluzionistica avrebbe favorito l’ascesa della cognizione moderna, in questo caso fortemente associata alla fludità cognitiva, ma non al QI (?). Prendendo per buono ciò, tuttavia, ci troveremmo ancora una volta a dover ammettere l’esistenza di un modulo cognitivo impacchettato dall’evoluzione per essere trasmesso ai propri eredi, con tutti i problemi che abbiamo già considerato nel post precedente. Il discorso, naturalmente, assume carattere generale in evoluzione cognitiva, perchè se esiste un grado di ereditabilità di funzioni cognitive superiori, siamo obbligati a dimostrare quale siano i substrati biologici alla base di questo processo, pena l’essere confinati nel reame delle opinioni. In virtù di ciò, un approccio basato sull’ereditarietà di interi moduli preconfezionati suona come ambiguo in materia e piuttosto che cercare associazioni lineari forse dovremmo guardare all’influenza dei geni nel produrre vincoli di qualche tipo tra ambiente esterno e plasticità sinaptica durante lo sviluppo cerebrale.

D Garofoli

~ di D Garofoli su aprile 29, 2011.

4 Risposte to “Heritage”

  1. La complessità non è ereditabile come ricevere un album di fotografie. La collezione di fatti mentali è composta da interazioni continue, da gerarchie, da coalizioni di processi la cui cooperazione reciproca permette l’emergere della mente, della autocoscienza, del mondo post biologico. Nelle strutture gerarchiche del sistema nervoso non c’è un luogo privilegiato di controllo, cioè non posso pensare che vi sia un modulo speciale cognitivo che regge la complessa orchestra mentale. All’interno di un regime di mutua cooperazione e coordinamento, nella organizzazione di vincoli e possibilità di integrazioni non serve concepire un pacchetto informativo ultimativo, rappresentazione idealistica del perché funziona così e quale scopo prescrittivo prevede.
    La decentralizzazione del controllo, la mancanza di confini discreti fra sottosistemi cognitivi (la memoria non è la stessa cosa dell’attenzione, ma non è possibile separarli definitivamente), infine la descrizione non cumulativa ma olistica dà ragione della plasticità neurocognitiva per cui il tutto non è la somma aritmetica delle parti, ma il prodotto, sono a mio modo di vedere i criteri che ristabiliscono le credenziali epistemologiche della psicologia evoluzionistica

  2. D’accordo con quello che affermi, ma il problema da risolvere, almeno per quanto mi riguarda, sta ancora nel capire quale ruolo i geni rivestano in questa matrice olistica di interazioni che è lo sviluppo neurale. Qual è il substrato biologico che consente alla funzioni esecutive di essere ereditate? Io non l’ho ancora capito, ma credo che molti abbiano le idee più chiare di me, visto che in ogni convegno di antropologia molecolare cui prendo parte, l’associazione tra funzioni cognitive superiori e analisi genetica è di rito…. Boh…

  3. […] recente ho letto un post interessante che pone un interrogativo legittimo sulle relazioni tra funzioni cognitive, cervello […]

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