L’Ascesa (e la caduta?) della Genetica Cognitiva

Fino ad ora non mi ero mai interessato più di tanto al caso di FOXP2, il magico gene “del linguaggio” che da qualche anno a questa parte è stato al centro di un vero e proprio tormentone mediatico, con fiumi di inchiostro riversati, interi impianti disciplinari edificati su di esso, titoli preconfezionati in stile “The Rise of Cognitive genetics” e, ahinoi, un notevole numero di persone, colleghi, magari anche evoluzionisti, che si scambiano sguardi soddisfatti nei corridoi delle università per la nuova sensazionale scoperta. Personalmente avevo sempre declinato la questione, rifiutandomi di capire come sia possibile che un solo gene possa aver condotto all’evoluzione del linguaggio negli esseri umani. Tuttavia, di recente, ho avuto modo di leggere alcuni lavori di Annette Karmiloff-Smith in cui si parla di FOXP2 e ho dunque trovato delle argomentazioni scientifiche solide a sostegno del mio scetticismo sul tormentone FOXP2 e sull’intero approccio della “genetica cognitiva”. Ecco ricostruita in via schematica la storia del mitico gene “del linguaggio”, con tanto di argomentazioni (critiche) da parte dell’autrice e inevitabile conclusione:

  1. Alcune mutazioni di FOXP2, che sembrano influenzare il linguaggio in determinati umani, hanno portato all’ipotesi che questo gene fosse correlato a funzioni linguistiche.
  2. In virtù di ciò i ricercatori hanno cominciato a genotipizzare i nostri più vicini cugini, le antropomorfe. Ciò ha messo in luce che FOXP2 è estremamente conservato nei mammiferi e non mostra variazioni nella linea degli scimpanzé. Solo negli umani esiste una mutazione datata a circa 200 kya, guarda caso nel periodo in cui molti pensano essere emerso il linguaggio.
  3. Stando così le cose, si arriva ad affermare che un singolo cambiamento in una coppia di basi in FOXP2 sarebbe responsabile dell’evoluzione del linguaggio umano.
  4. In realtà però Karmiloff-Smith fa notare che FOXP2 è un fattore di trascrizione la cui espressione può influenzare numerosi geni non direttamente correlati con il linguaggio.
  5. Nel corso dello sviluppo, l’espressione di FOXP2 diventa progressivamente più concentrata nel cervelletto e durante l’esecuzione di compiti motori.
  6. L’espressione di FOXP2 negli uccelli è simile a quella umana, il che riduce la forza delle argomentazioni a riguardo dell’unicità umana di questo gene.
  7. L’espressione di FOXP2 negli uccelli sembra essere legata a meccanismi di plasticità nell’apprendimento, piuttosto che alla codifica di specifiche “bird-songs”.
  8. Persone che mostrano mutazioni familiari nel gene FOXP2 potrebbero non avere problemi direttamente correlati al linguaggio, ma deficit più profondi nella percezione e nella produzione di pattern motori, i quali potrebbero produrre effetti a cascata su alcune funzioni superiori, producendo dunque l’illusione che il gene sia direttamente legato ad esse.
  9. Analisi genetica per la mutazione in FOXP2, condotta in vari laboratori su centinaia di bambini affetti da problemi linguistici, ha messo in luce che nessuno di essi presentava tale mutazione, nonostante tutti mostrassero deficit nel linguaggio.
  10. Dunque, il ruolo di FOXP2 nel linguaggio potrebbe essere stato abbondantemente sopravvalutato.

Ora, i paper da cui ho tratto le informazioni sono datati al 2006 ed è dunque possibile che in 5 anni tutto questo sia stato sovvertito da nuove ed inconfutabili prove in difesa della genetica cognitiva radicale. Ad oggi, io non sono a conoscenza di tali eventuali evidenze, ma sono comunque pronto a scommettere che le critiche di Karmiloff-Smith siano ancora lì in piedi e che una stretta quanto lineare correlazione tra un singolo gene e un modulo linguistico sia troppo improbabile per essere realistica. Ma, lo avrete capito, sono un inguaribile anti-riduzionista (oltre che un fan di Karmiloff-Smith).

D Garofoli

~ di D Garofoli su aprile 14, 2011.

2 Risposte to “L’Ascesa (e la caduta?) della Genetica Cognitiva”

  1. Condivido appieno la tua analisi. Considera che viviamo in un periodo storico in cui l’ingegneria genetica è diventata una applicazione potente della genetica molecolare che fa guadagnare parecchi soldi. Quindi niente di strano se viene fuori la moda arruffona della “genetica cognitiva”.

  2. Attenzione! State dimenticando però un ruolo fondamentale del FOXP2, che ne sottolinea al contrario l’importanza e la rilevanza scientifica … Grazie al gene del FOXP2 infatti moltissimi accademici hanno pubblicato articoli su prestigiose riviste di impatto, e da anni si trovano garantito il loro piccolo angolo di televisione nazionale! Inoltre molti giornalisti che avevano colonne vuote hanno risolto il problema della pagnotta giornaliera!!! E infine, tantissima gente annoiata aspettando l’autobus o in pausa caffé ha trovato la forma amena di passare quei cinque minuti leggendo un articolaccio di periodico!!! Insomma, in tempo di crisi il FOXP2 ha dato da mangiare ha tante persone!!! E’ un gene miracoloso!!! E sicuramente correlato col linguaggio: ha fatto parlare tanta gente che magari non aveva troppo da dire …
    Miracolo!!!

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