Psicodinamica

Sembrare scemo, pensare veloce”, mi sembra fosse un suggerimento di John Giorno. Dai microprocessori ai trabiccoli della rivoluzione industriale, la velocità è stata sempre chiaramente una qualità apprezzata nella gestione o nella soluzione di problemi. E non a caso nelle tante opinioni sull’evoluzione delle capacità cognitive la velocità è stato sempre un fattore timidamente accennato tra le righe di articoli che parlavano d’altro. Cercando relazioni tra forma e funzione, può essere che un cervello più globulare sia anche più rapido in quanto le sue connessioni sono mediamente più corte. Considerando che la nostra specie ha il cervello più globulare di tutti gli ominidi, l’interesse per questo tipo di ragionamento viene da se. Veniamo ad oggi, alle correlazioni tra morfologia cerebrale e cognizione. Sulle dimensioni encefaliche ci sono molte evidenze, con risultati statistici deboli ma anche abbastanza omogenei e coincidenti. Con associazioni spesso leggere, ma sembrerebbe che le dimensioni contino davvero, e le evidenze di correlazioni tra dimensioni dell’encefalo o di sue parti con performance cognitive sono state evidenziate e confermate in molte occasioni differenti. Adesso abbiamo provato invece a passare dalle dimensioni alla forma, cercando la correlazione tra la geometria del piano mediosagittale dell’encefalo e le risposte psicometriche a un set di 21 test  comunemente usati in psicologia e psichiatria. Sicuramente interessante notare che, almeno utilizzando il profilo corticale e i principali elementi subcorticali, non sembrano esserci associazioni tra forma cerebrale e domini cognitivi quali l’intelligenza (generale e specifica), le capacità di integrazione spaziale, la memoria di lavoro, le funzioni esecutive, o l’attenzione. Invece (chi l’avrebbe detto …) troviamo una correlazione tra forma encefalica e tutti i test che richiedano velocità mentale. La correlazione è molto bassa, denotando un contributo minore che non permette di fare nessuna previsione individuale. Ma la presenza di questa componente costante di variazione di forma in tutti i test di velocità mentale ci dice che a livello di biologia cerebrale qualcosa sotto ci deve essere. Forse si tratta di connettività, o forse di sviluppo volumetrico relativo di specifiche aree cerebrali (ci sono evidenze geometriche –  le sorprese non sono finite – nelle profondità delle aree parietali). Ma alla fine forse il buonsenso aveva ragione, e la velocità di elaborazione può influenzare o essere influenzata dalla forma encefalica. La domanda viene spontanea: se la variazione di forma è associata alla variazione di velocità mentale in una specie così omogenea come la nostra, dovremmo forse considerare che questo fattore sia stato ben più rilevante nel generare differenze cognitive tra le specie?

Bruner E., Martin-Loeches M, Burgaleta M, Colom R. 2011. Midsagittal brain shape correlation with intelligence and cognitive performace. Intelligence.

 

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su marzo 14, 2011.

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