L´anniversario

Quest´anno é il quindicesimo anniversario dell´uscita del libro “The Prehistory of the Mind”, di Steven Mithen, opera che, oltre a sancire l´origine della moderna archeologia cognitiva, ebbe anche il curioso effetto di ripartire i lettori in due curve di tifosi a confronto, atte rispettivamente ad esaltare/denigrare il libro, creando cosí la nota nuvola di fumo che oscura la vista e rende il tutto indecifrabile.
Attualmente, ad una analisi lucida della situazione, quella di Mithen ci appare come un´opera sperimentale, esplorativa, che ha avuto il grande merito di porre in luce per la prima volta problemi centrali in archeologia cognitiva, proponendo tuttavia soluzioni troppo deboli per sopravvivere a teorie oggi molto piu´solide e multidisciplinari. 
Il modello di Mithen si pone infatti come una Macro-Teoria psicologica in cui la mente umana sarebbe costituita da vari domini conoscitivi, cioé da intelligenze multiple che non riguardano specifiche funzioni o gruppi di funzioni, ma interi blocchi di conoscenza del reale. Queste “intelligenze”, sarebbero state presenti come supermoduli isolati nelle menti degli ominidi primitivi ed i vincoli tra di essi sarebbero andati a decadere con il procedere dell´evoluzione, lasciando aperte delle crepe attraverso cui i flussi di comunicazione potessero passare liberamente. La struttura cognitiva di Homo sapiens sapiens, sarebbe stata cosí determinata dall´origine di un modulo metacognitivo, in grado di gestire i flussi di informazioni liberamente in circolo tra le altre intelligenze, mettendo cosí in relazione il blocco conoscitivo che riguarda la realtá naturale con quello inerente alla “tecnica”, alla comprensione sociale e via dicendo.

Ad oggi, per quanto io ne sappia, credo risulti difficile sostenere ancora una Macro-Teoria di questo tipo, soprattutto perché l´esistenza di tali supermoduli nell´evoluzione umana non sembra essere necessaria alla luce delle prove raccolte a partire dallo studio della mente degli uomini moderni (sviluppo cognitivo negli infanti, studi di lesione e di neuroimmagine, ecc…) e dalla psicologia comparata. Personalmente non ho ad esempio idea di una lesione cerebrale capace di isolare l´intelligenza tecnica dal resto del sistema, colpendo selettivamente alcuni aspetti della realtá tecnica e risparmiando la stessa funzione in altri domini conoscitivi. Tuttavia, ancora una volta, modelli esplorativi come quello di Mithen hanno il grande merito di indurre la comunitá scientifica a riflettere sui limiti dello stesso impianto teorico, spostando il concetto di modularitá da aspetti conoscitivi a elementi funzionali, producendo cosí nuovi e piú coerenti modelli. Forse l´impianto teorico di Mithen potrebbe essere giudicato non falsificabile, fantasioso, non necessario, ecc… Ma chi puó dire che ció che va contro il metodo non possa essere comunque utile?

D Garofoli

~ di D Garofoli su gennaio 27, 2011.

Una Risposta to “L´anniversario”

  1. […] di singole funzioni inquadrabili a livello microteorico. Tuttavia, sebbene l´approccio inziale di Mithen (1996) potrebbe essere ascritto all´ambito macroteorico, ad oggi l´impianto teorico piú noto in […]

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