Neuredma

L’analisi della matrice delle distanze euclidee (EDMA) è un metodo di comparazione morfometrica che, al contrario dei metodi di superimposizione geometrica, è indipendente da passaggi di normalizzazione della forma che aumentano il potere di risoluzione numerico ma introducono scelte arbitrarie nell’analisi. Ovvero, è una tecnica meno informativa ma più sincera. Pubblicano questo mese una analisi della forma cerebrale nell’uomo e nelle scimmie antropomorfe, utilizzando questo tipo di approccio. I risultati sono interessanti e soprattutto utili, anche se molto generali e a tratti non così omogenei da mettere troppi punti fissi. Le differenze spaziali nell’encefalo umano rispetto a quello delle scimmie antropomorfe non sono univoche, ma coinvolgono parti differenti in modo differente. Ci sono segnali di riconfigurazione spaziale nelle aree prefrontali. Ci sono riarrangiamenti anche nel polo temporale. Le differenze non sono solo corticali, ma anche sottocorticali. Soprattutto, si conferma una relativa espansione delle aree parietali, con interesse per il solco intraparietale (no comment). Peccato che la geometria parietale non permetta la localizzazione di molti riferimenti anatomici sicuri, e di fatto l’unico landmark utilizzato in questo caso è proprio l’estremità anteriore del solco intraparietale. Ma peccato soprattutto che a fronte dei temi discussi in questo lavoro non ci sia quasi traccia di tutta la letteratura europea su questi argomenti. Gli autori degli Stati Uniti d’America ci sono tutti, quasi fosse una lista di presenze, un appello, neurobiologi come paleontologi. La controparte europea invece è incredibilmente sottorappresentata: niente di tutto il pubblicato sulle evidenze parietali nei fossili, niente su chi ha pubblicato dati di comparazione sui poli temporali, niente sulle analisi geometriche di variazione e morfogenesi cerebrale nell’uomo moderno. Si parla di un reservoir di pubblicazioni relativamente limitato, che in teoria si dovrebbe poter controllare piuttosto facilmente. E invece si va avanti non solo con autori che filtrano geopoliticamente le fonti, ma anche (e soprattutto ben più colpevolmente) con referees e editori che avvallano questo tipo di scelta. Continuiamo così, facciamoci del male.

 

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su dicembre 7, 2010.

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