Vestiges

Un elemento che persiste avendo perso la sua funzionalità, nella storia di un individuo come in quella del suo lignaggio, si dice vestigiale. Konrad Lorenz ci ha raccontato perfettamente come questo processo possa essere ben descritto non solo per le strutture biologiche, ma anche per quelle sociali e culturali. Dal rito all’abito, dall’istituzione all’amministrazione, gli elementi della nostra società che si perpetuano per inerzia sono un pó dovunque. L’evoluzione produce molti elementi vestigiali, e a volte gli elementi vestigiali intasano l’evoluzione, o meglio l’evoluzionismo. Steven Jay Gould ha descritto come un copia e incolla automatico da libro a libro di testo per decenni possa creare anche nella cultura evoluzionistica chimere e assurdi che si autoreplicano per duplicazione imperfetta o clonazione insindacabile. La divulgazione scientifica ripete a mó di mantra dogmi e astrazioni spesso senza cercare un riscontro effettivo nel progresso della ricerca e della conoscenza analitica. Molto più facile vender certezze che non probabilità, ed ecco che la scienza si mette sul piano della politica e della religione, perdendo il suo potere e la sua reale funzionalità. L’accademia di fatto spesso presenta e difende le prospettive della biologia e dell’evoluzione con pacchetti di frasi e ricorsi pre-registrati e pre-digeriti, che pochi sanno davvero argomentare o spiegare, partecipando a karaoke mediatici più che generando veri dibattiti culturali. E’ la scienza del play-back, dove temi complessi come il concetto di adattamento, l’evoluzione molecolare, o la variabilità delle razze umane  vengono ridotti a grani di rosario da ripetere in automatico all’accensione della spia rossa. Un’occhiata allo sviluppo del dibattito in rete può dare qualche indizio sul risultato: nonostante le incredibili potenzialità del web, in italiano quasi non ci sono situazioni di confronto su temi di evoluzione o antropologia biologica. C’è qualche fonte di informazione, anche buona, ma unidirezionale, senza possibilità di interazione come sono invece blog e forum. Quando ci sono situazioni di dibattito evoluzionistico, spesso i temi della biologia si perdono in calderoni tuttologici che non disdegnano peregrinazioni anche abbastanza lontane, mischiando i Neandertaliani coi segreti del cosmo,  l’anatomia con lo sciamanesimo, i geni mitocondriali con cabale mitologiche di varia natura. Giusto o sbagliato che sia, la gestione diventa complessa e il risultato è una de-professionalizzazione delle discipline evoluzionistiche. Vale anche la pena notare che nelle poche situazioni di confronto evoluzionistico o antropologico in genere vengono trattati quasi solo i temi sociali correlati alle problematiche scientifiche, e quasi mai i temi scientifici stessi. Si perde molto tempo ad attaccare il creazionismo ma non a parlare di evoluzione. Si riempie il salotto facendo grooming sul concetto di razza, ma non a confrontarsi sulla biologia della diversità umana. E dato che nell’equazione tra massa e energia il conto deve tornare, alla fine qualcuno questo conto lo paga: in molte università italiane i corsi di biologia evoluzionistica sono stati chiusi o accorpati ad altri per soffocamento e mancanza di iscrizioni. Molti dipartimenti di biologia evoluzionistica o antropologia stanno facendo la stessa fine. Ed è evidente che, se è vero che una gestione governativa può aiutare o ostacolare ricerca e cultura, quando le istituzioni chiudono per mancanza di interesse o quando non si utilizzano risorse gratuite e universali come quelle on-line non si può certo dar tutta la colpa a ministri, parlamentari, o crisi economiche. Qualcuno ha lavorato male anche da dentro, c’è poco da fare.

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su luglio 7, 2010.

2 Risposte to “Vestiges”

  1. Bellissimo,Emiliano grazie.Non trovo niente da aggiungere.

  2. Beh, certo, non si tratta di un volume che raccoglie saggi di Ian Tattersal o S.J. Gould però… è un buon segno. Consiglio davvero di leggerlo.

    Lucia Sarti, Massimo Tarantini “Evoluzione, preistoria dell’uomo e società contemporanea” Carocci, Press on line, Roma 2007

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