Tensione e integrità

La natura passa attraverso la geometria. Oppure, la nostra percezione geometrica deriva dall’organizzazione della natura. In entrambi i casi, i tentativi di interpretare l’una con l’altra sono stati sempre una sfida che ha affascinato le menti più ribelli, da Leonardo da Vinci a D’Arcy Thompson. La craniologia funzionale, grazie oggi alle tecniche di anatomia digitale, analisi biomeccanica, statistica multivariata, e morfometria geometrica, e allo sviluppo di prospettive evoluzionistiche come quelle associate a integrazione morfologica e modularitá, ha trovato quel filone creativo che si percepiva “in linea di principio” già da mezzo secolo. La stabilità geometrica e le sue variazioni dinamiche si cercano nei tessuti e nelle strutture anatomiche, non solo come risultato ma anche come fattore organizzante. Il concetto di “tensegrity” si applica in architettura e ingegneria, e perchè no alle dinamiche morfogenetiche neurocraniali. Le tensioni tra gli elementi biologici si integrano creando un risultato che da un lato risolve equazioni di forze, dall’altro induce verso ulteriori stati organizzativi. Forse troppo teorico, ma non certo fuorviante. Anzi, per alcuni aspetti illuminante, e in cerca di espressione sperimentale. Strutture anatomiche “tensintegrate” possono essere risultato di una autorganizzazione spontanea, ma anche risultato di una selezione che premia una certa organizzazione spaziale. Cellule sottoposte a un intorno di tensioni e pressioni generato da connettivi, neuroni, vasi sanguigni, e placche ossee, che a queste forze rispondono direttamente o mediante suggerimenti mediati da molecole o amplificatori biomeccanici. Il tutto seguendo regole gravitazionali e newtoniane di organizzazione strutturale, dove i conti biomeccanici alla fine devono tornare.  Un caso forse che l’endocranio umano moderno si caratterizzi per la sua forma “a casa”, ovvero … pentagonale! Evidentemente questo non spiega tutto, ma sarebbe poco saggio dimenticare questa componente nella morfogenesi e nell’evoluzione. E se le ipotesi sono forse più palesi per strutture rigide come le componenti ossee, sappiamo che le attenzioni per le tensioni neuronali sono ad oggi meritate. Se la geometria e le sue caratteristiche “tensintegrate” si possono pensare nell’ottica di interpretare evoluzione e morfogenesi del neurocranio, ben si puó pensare di iniziare a immaginare il loro ruolo nel dar forma anche al suo contenuto. E come sempre, alla loro integrazione.

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su maggio 28, 2010.

Una Risposta to “Tensione e integrità”

  1. Graham Scarr ci invia un suo nuovo articolo sul tema, in pubblicazione su International Journal of Osteopathic Medicine e disponibile sul suo sito web:

    Helical tensegrity as a structural mechanism in human anatomy
    http://www.tensegrityinbiology.co.uk/articles/helix.html

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