Albuquerque 2010

La scorsa settimana Albuquerque (New Mexico) ha ospitato il congresso della Human Biology Association (HBA) e dell’American Association of Physical Anthropology (AAPA). Il primo contava con una sessione organizzata da Benjamin Campbell dal titolo “Human Biology and the Brain”, che includeva presentazioni su termoregolazione e vascolarizzazione (E. Bruner), evoluzione del fenotipo cerebrale umano (C. Sherwood), o sviluppo cerebrale e cicli biologici (B. Campbell). Allo stesso tempo il congresso AAPA presentava una sessione su metodi computerizzati per l’analisi di calchi endocranici negli ominidi fossili, organizzata da Sylvain Prima, Gerard Subsol, e José Braga (3DMorphine), con talks su metodi di segmentazione automatica per la ricostruzione digitale (S. Prima), traiettorie ontogenetiche (S. Neubauer), le relazioni tra encefalo e neurocranio (K. Aldridge), le relazioni tra forma endocranica e cognizione (E. Bruner), le asimmetrie cerebrali (A. Balzeau), note paleoneurologiche su Homo erectus (D. Grimaud-Hervé), e qualche scambio sui resti di Flores (due presentazioni, una di R. Holloway, l’altra di D. Falk). Da menzionare sparsi nelle altre sezioni un lavoro su evoluzione delle aree visive (A. de Sousa), uno sull’integrazione morfologica cerebrale nel neonato (C. Hill), e una completissima presentazione su connetività e diffusion tensor imaging (J. Rilling) …

Questi grandi congressi massivi sembrano spesso incontri di cammellieri nel deserto per baratti di ogni genere più che vertici di selezione culturale. Il dettaglio scientifico si disperde in mille momenti tutti uguali e tutti mai necessari, palestra per i giovani appena arrivati e vetrina da ostensione per i veterani … Ma è chiaro che il contenuto teorico e metodologico in queste situazioni è e deve essere secondario rispetto alle funzioni “sociali” del network di ricerca internazionale. I cammellieri si scambiano notizie, mercanzie, gossip, idee, falsi complimenti e maleparole sincere, si stringono mani e si battono spalle, sfoggiando i denti d’oro tra un sorriso e cento tazze di caffè … I più giovani si presentano con l’orgoglio dell’accettazione alla tavola alta, i mediani con la grinta competitiva e avvelenata dello stratega all’attacco decisivo, i più navigati con arretrati di odii e amori decennali, i grandi saggi con una miscela di curiosità annoiata e distacco relativizzante. La scienza si scrive sugli articoli, ma in genere prende forma a un coffee-break …

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su aprile 20, 2010.

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