Neurosex

Il genere umano ragiona con stancante frequenza per estremi, come avesse una struttura mentale binaria bianco-o-nero che gli impedisse di provare i piaceri delle sfumature di grigio … Come evidenziato in un nostro post recente, la diversità sempre è stata o perseguitata o negata, sia essa evoluzionistica, razziale, o sessuale. Apprezzarne le potenzialità sembra essere una raffinatezza quasi impossibile per le società umane. E chiaramente le differenze neurali e cognitive possono ben piazzarsi nell’occhio del ciclone su aspetti di valutazione delle differenze tra gruppi. I sessi hanno differenze ben note nelle dimensioni e nelle proporzioni encefaliche, e in molti casi anche nelle risposte psicometriche associate ai test cognitivi strutturati secondo i paradigmi neuropsicologici correnti. E’ chiaro che il tema è suscettibile di manipolazioni di tutti i tipi, soprattutto passando dai risultati statistici di laboratorio alle colonne dei periodici di divulgazione e di intrattenimento pseudoculturale. Di fatto, queste differenze rimangono sempre e solo “tendenze statistiche”, ottime come segnale biologico, ma ovviamente inutili al momento di generare giudizi di valore sui singoli individui, e esageratamente fuorvianti quando associati a valutazioni di qualità secondo i canoni abusati e incompetenti tipici della demagogia incolta.

Questa settimana abbiamo pubblicato su Journal of Anatomy un lavoro sulle variazioni geometriche delle strutture cerebrali nell’uomo moderno, con un campione abbastanza vasto, risonanze magnetiche a buona risoluzione, e statistica multivariata applicata alla geometria. I risultati suggeriscono che l’unico schema robusto di correlazione tra le aree corticali sia associato alle variazioni coordinate tra lobi frontali e parietali (guarda caso uno schema molto simile a quello che ha generato la stessa variabilità del genere Homo). Per il resto, sembra proprio che le aree corticali e quelle subcorticali si influenzano reciprocamente molto poco in termini di morfologia, con eccezione interessante di una associazione tra le aree subcorticali posteriori e il profilo parietale. La dimensione cerebrale influenza poco la forma dell’encefalo, e di fatto se le differenze tra i sessi sono significative nella taglia, non lo sono nella geometria. E qui si accende il morbo. Il risultato sul dimorfismo sessuale è interessante, ma sicuramente secondario nella struttura di questa pubblicazione. Ma la società non vuole matrici di covarianza e assi multivariati, vuole morbo. Un giornalista mi dice che di tutta la notizia gli interessa solo la parte sulle differenze sessuali. Dice che attrae i lettori. Lo pubblica. Il giorno dopo, radio e televisione si sono già attivati, e tutti vogliono sentire il Dr. Bruner parlare delle differenze del cervello tra uomini e donne. O meglio, della loro assenza … I titoli dei giornali sono infatti tutti univoci: non esistono differenze cerebrali tra uomini e donne. Il mantra del “siamo tutti uguali” è anche oggi perpetrato.

Come ho detto in una conferenza sulla divulgazione scientifica qualche anno fa, è vero che i ricercatori sono chiusi in una torre di avorio. Quello che non si dice mai, è che sono chiusi … da fuori. E ti fanno uscire solo se prometti di  fare il bravo. E divertire il pubblico …

E Bruner

~ di Emiliano Bruner su marzo 23, 2010.

Una Risposta to “Neurosex”

  1. Ti leggo sempre molto volentieri, grazie mille.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: