Le Mente oltre il cranio/2

La teoria dell’interfaccia artefatto-cervello (Malafouris 2010) suppone che la cultura materiale umana e le strutture neurali deputate alla rappresentazione  e realizzazione  della stessa evolvano come un macro-sistema olistico, o, in altre parole, come un network di interazioni biunivoche che vengono a crearsi tra i due lati dell’interfaccia. In altre parole, la BAI si pone come una sorta di canale virtuale, attraverso il quale le strutture neurocognitive producono una cultura materiale in risposta alle pressioni ambientali e quest’ultima invia indietro una serie di feedback atti a selezionare i substrati neurali più adatti a rappresentarla. E se gli esseri umani, secondo Andy Clark, sono da considerarsi dei “cyborg unplugged”, cioè degli “androidi scollegati”, proprio per il fatto di possedere un’ interfaccia di questo tipo o, più in generale, una mente estesa, la domanda che ogni transumanista che si rispetti andrebbe a porsi diventa: “come ricollegare il cavo alla corrente”?

Nel nostro lento, ma inevitabile viaggio verso la singolarità tecnologica e la transumanizzazione, le review di Miguel Nicolelis (2001, 2004) ci offrono uno scorcio delle possibili prospettive future, e descrivono il tentativo di ridurre al minimo lo spessore dalla BAI, attribuendo al cervello il controllo diretto degli artefatti. In proposito, questo autore introduce l’esempio dei “neurochip”, dispositivi impiantati direttamente nel cranio con l’obiettivo di captare ed elaborare impulsi nervosi complessi convertendoli in input motori atti al controllo di arti artificiali. Ma quello di Nicolelis è solo l’antipasto: il piatto forte è costituito dall’idea di  sostituire direttamente parti del nostro cervello con substrati tecnologici che garantiscano funzioni potenziate (es: un incremento della Working Memory). In questo modo, la mente non si limiterebbe solo ad estendersi nel mondo fisico, ma andrebbe ad estendersi nella mente stessa, potenziando il feedback esponenzialmente. Nel contempo, la cultura materiale diventerebbe di per sè substrato neurale, e la teoria dell’interfaccia soltanto un vecchio modello teorico in voga negli anni 10 di questo secolo.

D Garofoli

~ di D Garofoli su febbraio 24, 2010.

5 Risposte to “Le Mente oltre il cranio/2”

  1. Trovo affascinante la BAI, forse perché ha quest’aria di ipotesi che tiene insieme le cose di cui siamo fatti: un corpo e un ambiente esterno. Sarebbe da sviluppare prima di pensare a falsificarla (popperianamente) con esperimenti al momento ipotetici. O no?
    saluti

  2. A mio parere la teoria della BAI si è sviluppata seguendo un percorso metodologico per nulla ortodosso. L’impianto teorico di fondo è di derivazione filosofica: Andy Clark ha posto originariamente il problema dell’estensione della mente nel reale. Nel contempo, un numero crescente di evidenze provenienti dall’ambito della psicofisiologia e della neuroimmagine hanno messo in luce il fatto che gli oggetti sono incorporati e mappati dentro il cervello. Da qui è sorta l’esigenza di associare dei “correlati neurali” alla mente estesa, formalizzando così la teoria della BAI (vedi articolo di Malafouris linkato nel post). Inoltre, dalla teoria si sta tornando nuovamente ai fatti: la neuroarcheologia, ad esempio, rappresenta l’approccio che mira a studiare l’essenza delle BAI nelle società umane primitive (comprese quelle delle specie umane estinte) combinando analisi del record archeologico e dei dati paleoneurologici (cervelli ricostruiti virtualmente).

    Insomma, per rispondere alla tua domanda, la teoria della BAI va avanti mediante interazione continua tra teoria ed esperimenti, senza una reale direzionalità metodologica, situazione che si presenta assai comunemente in Neuroantropologia.

  3. Conosco abbastanza gli studi “in vivo” sul cervello umano e posso dire che siamo ancora all’inizio. Molte ipotesi sono compatibili con i dati attuali. Ma qualche ipotesi è certamente più compatibile di altre. Ad esempio, è vero che gli oggetti sono incorporati nel cervello, ma ancora non si è compreso a sufficienza il rapporto tra oggetto esterno, percezione ed elaborazione/memorizzazione. Non si può capire, infatti, quello che accade nel cervello se non si hanno descrizioni del mondo esterno rapportate alla percezione. Di più, non si può comprendere quello che accade nel cervello se non si dispone di un modello “diacronico” dell’immagine del cervello. In altre parole, il cervello è un oggetto che non si conosce nel “qui ed ora”, ma solo nello spazio e nel tempo di una sua “storia”.
    Discorso troppo complesso per un commento, lo so, ma nella estrema sintesi a cui sono costretto, ho cercato di mostrare un nucleo problematico che possa comunque stimolare la discussione.
    Spero di non essere uscito troppo dal tema del post!
    saluti

  4. Non preoccuparti, lo spunto è interessante e secondo me anche comprensibile.
    Gli esperimenti che citi sono tutti in corso, attualmente, e forse potresti trovare particolarmente interessanti i lavori di Atsushi Iriki in proposito.

    http://wexler.free.fr/library/files/maravita%20(2004)%20tools%20for%20the%20body%20(schema).pdf

    Quanto al discorso “diacronia”, questo blog ha mosso i suoi primi passi con un post che discute aspetti relativi al tuo esempio temporale (cfr. post “Neuroincertezze”). In quel post si parlava proprio del fatto che il cervello potrebbe agire in maniera tale da “prepararsi” allo svolgimento di un particolare processo prima che questo avvenga.

  5. […] immaginata” manipolabile virtualmente. La teoria della mente estesa e soprattutto dell’interfaccia mente-oggetto vuole che la realtà fisica sia di fatto una componente attiva della nostra mente, necessaria a […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: