Clodomiro l’Alienista

2009_08_clodomiro

Tempi e luoghi: il manicomio di Roma, tra 1892 e 1905. Alienista da alienati, Clodomiro chissá perchè, probabilmente un avo. Clodomiro Bonfigli, 1838-1919, alienista e studioso della Pazzia Morale. E Direttore del Manicomio di S. Maria della Pietà. Divulgatore della psichiatria tedesca, deputato, membro attivo della Società Freniatrica, direttore nel 1900 della Scuola Magistrale Ortofrenica  e fondatore nel 1902 della Lega Nazionale per la Protezione dei Fanciulli Deficienti. Troviamo questo necrologio riordinando vecchie carte della Rivista di Antropologia*, altri tempi, stessi luoghi, altri nomi. Oggi c’è il paleoneurologo, ieri c’era l’alienista. Tra follia morale e fanciulli deficienti il riduzionismo positivista, ad oggi barricato dietro l’imponenza mediatica e multinazionale delle discipline molecolari, tracciava linee e idee di una nascente neuroscienza antropologica. Dalla psicologia sperimentale di Giuseppe Sergi allo sviluppo pedagogico della Montessori, alienisti e frenologi lavoravano in assenza di informazioni, con evidente scarsità di supporti tecnici e metodologici, dentro il contesto di un formalismo teorico ingenuamente rudimentale, ma con una ricercatezza e competenza oggi spesso assente. Altri tempi, altri nomi, e probabilmente altre facce. Non abbiamo trovato una immagine di Clodomiro l’Alienista, ma siamo lombrosianamente sicuri che sarebbe stata all’altezza del suo ruolo.

E Bruner & B Saracino

* Atti della Società Romana di Antropologia, Vol. XV, 1909, pag. 259.

~ di Emiliano Bruner su agosto 5, 2009.

Una Risposta to “Clodomiro l’Alienista”

  1. Bonfigli fu uno studioso, ed anche un uomo politico, molto noto sul finire dell’Ottocento. certamente, le sue idee oggi appaiono superate, ma può essere ricordato per il fatto che le sue convinzioni circa l’influenza dei fattori ambientali sulla genesi dei disturbi mentali contribuirono allo sviluppo di pratiche psichiatriche nuove ed anche all’eaborazione di una legislazione riguardante gli “alienati” (inclusi i “delinquenti”, allora non chiaramente distinti dal resto dei “malati psichici”) che si inserì organicamente, all’inizio del Novecento, nella riforma del codice civile e in una legislazione apposita.
    Come storico, apprezzo molto che vi sia da parte della Vostra rassegna un interesse per le “vecchie carte” e Ve ne ringrazio.

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