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	<title>Nucleo di ricerca evoluzione cerebrale e paleoneurologia</title>
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		<title>Nucleo di ricerca evoluzione cerebrale e paleoneurologia</title>
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		<title>Ardo ma non brucio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evoluzione Cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[Primatologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Mancano ancora le evidenze quantitative per capire come il nostro cervello possa bruciare tanto e allo stesso tempo non richiedere supplementi energetici globali. La “teoria del tessuto costoso” propone che ci sia una riallocazione delle risorse: il cervello ne prende di più, l’apparato digerente di meno. Cambia la dieta, cambia la distribuzione del consumo, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1924&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Human_Torch"><img class="alignleft size-full wp-image-1926" title="&quot;Johnny&quot;" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2012/01/2012_01_ardo.jpg?w=497" alt=""   /></a>Mancano ancora le evidenze quantitative per capire come il nostro cervello possa bruciare tanto e allo stesso tempo non richiedere supplementi energetici globali. La “<a href="http://people.biology.ufl.edu/sphelps/documents/evobrain/aeillo_wheeler_95.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>teoria del tessuto costoso</strong></span></a>” propone che ci sia una riallocazione delle risorse: il cervello ne prende di più, l’apparato digerente di meno. Cambia la dieta, cambia la distribuzione del consumo, e il gioco è fatto. La teoria spiega molto, ma sulla raccolta di validazioni numeriche non si sono mai raggiunte certezze. Con uno studio su larga scala pubblicato su <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v480/n7375/full/nature10629.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Nature</strong></span></a>, si considera una prospettiva differente. Nei mammiferi la famosa correlazione inversa tra apparato neurale e digerente non si trova quando si elimina il tessuto adiposo, che invece sì che presenta una sua correlazione inversa con le dimensioni cerebrali. Di qui si propongono nuovi scenari fisiologicamente plausibili, dove il risparmio di una locomozione più efficiente associata alla scarsa riserva di grassi si reinveste in metabolismo cerebrale. Questo peraltro sul piano cognitivo agevola la ricerca delle risorse, meno vincolate quindi alle scorte che uno si porta dietro nei tessuti. Nonostante la presentazione abbastanza ferma dell’ipotesi, i numeri non sembrano comunque ancora validare il tutto con eleganza. La correlazione è francamente scarsa. Gli schemi di correlazione tra specie differenti sono inoltre spesso influenzati da situazioni biologiche molto distinte, che generano “regole” numeriche ibride e frequentemente inesistenti. Inoltre abbiamo nei dati una eccezione abbastanza molesta: proprio i Primati, ovvero i mammiferi più encefalizzati, per i quali i risultati sembrano quasi andare in direzione opposta. Tutta questa fragilità numerica non solo non trapela troppo dai toni sicuri del lavoro, ma non inibisce nemmeno dal passare senza indugio a speculazioni anche abbastanza articolate sull’evoluzione umana. Ovvero, da una tendenza debole e non troppo garantita di una intera classe zoologica si va dritti dritti a interpretare l’evoluzione della sua specie più particolare, entrando a sacco in temi come la locomozione degli australopiteci, il Pleistocene inferiore, il consumo di carne negli ominidi estinti, la cooperazione di caccia e la struttura sociale. Ragion per cui immagino il lavoro sia finito sulla rivista mediatica, che non solo permette ma spesso richiede questo tipo di evasioni letterarie. Il tutto con una <a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2010/08/16/supplementary-garbage/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>formula già discussa</strong></span></a> in precedenza: a fronte delle tre pagine dell’articolo, seguono nel mare magnum della rete &#8230; trentadue pagine di informazioni supplementari! Insomma, il lavoro era interessante e la proposta pure, e forse non c’era bisogno di fornire dettagli non richiesti, presentando il pacco con la certezza di un venditore di elettrodomestici. Non so come la prenderanno gli obesi alla notizia che chi accumula ciccia va lento e pensa poco, ma almeno adesso sappiamo per inferenza che la Torcia Umana, a meno che non divori diversi cinghiali al giorno come Obelix, per mantenere la bolletta del gas deve avere un indice di massa adiposa molto basso, e la sua tecnica di volo deve essere incredibilmente efficiente.</p>
<p style="text-align:right;"><em>E Bruner</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1924/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1924/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1924&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Paleoneurology</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evoluzione Cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroanatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoantropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo più di una decade di onorato servizio, la mia pagina web personale su morfometria e paleoneurologia evolve e tenta di adeguarsi ai cambiamenti. La pagina in sé probabilmente si convertirà in un biglietto da visita integrato sulle mie (diverse) attività web, dalla ricerca alla didattica, dalla musica etnica al tango &#8230; E il precedente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1903&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://paleoneurology.wordpress.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-1905" title="E. Bruner" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2012/01/2012_01_paleoneurologia.jpg?w=497" alt=""   /></a>Dopo più di una decade di onorato servizio, la mia <a href="http://www.emilianobruner.it/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>pagina web personale</strong></span></a> su morfometria e paleoneurologia evolve e tenta di adeguarsi ai cambiamenti. La pagina in sé probabilmente si convertirà in un biglietto da visita integrato sulle mie (diverse) attività web, dalla ricerca alla didattica, dalla musica etnica al tango &#8230; E il precedente ruolo di quella pagina web verrà ereditato da un nuovo blog WordPress: <a href="http://paleoneurology.wordpress.com/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Paleoneurology</strong></span></a>. Il contenuto autobiografico sarà lo stesso (articoli, istituzioni, notizie, links), disponibile nella barra e nella pagine laterali. Lo spazio blog vero e proprio verrà utilizzato invece come “magazine” di paleoneurologia, ovvero brevi news su eventi e pubblicazioni intorno a questa disciplina. Spero sia utile. Lo spazio blog sarà in inglese, e i commenti verranno verosimilmente lasciati al minimo. La scelta di questo formato viene un pó dalla lingua, che si presta a un pubblico molto più grande ed eterogeneo, e che quindi consiglia cautela al momento di aprire possibili dibattiti. Ma confesso che il formato nasce anche e forse soprattutto dalla voglia di offrire uno strumento utile e semplice, evitando “dialettiche” teoriche e metodologiche che possono portare solo a potenziali rancori difficili da gestire e da digerire. Ovvero, nella difficoltà attuale di proporre “conoscenza”, già va bene se riusciamo anche solo a proporre “informazione”. Poi, magari non ce la faccio e mi scappa la riflessione &#8230; Ma almeno negli intenti cercherò di essere sufficientemente allineato da poter offrire quel che c’è di utile e di positivo, perlomeno secondo i canoni possibili e correnti del genere umano.</p>
<p style="text-align:right;"><em>E Bruner</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1903/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1903&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Neurospot: Mezmaiskaya</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evoluzione Cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[Neurospot]]></category>
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		<description><![CDATA[Repetita iuvant. Dopo i tre articoli sulla morfogenesi dell’endocranio nell’uomo moderno, su quella dello scimpanzé, e su quella dei Neandertaliani, ecco un articolo di Philipp Gunz e collaboratori sulla morfogenesi dell’endocranio  nell’uomo moderno, nello scimpanzé, e nei Neandertaliani. Area di sintesi, insomma. Con qualche rinforzo sulla numerosità campionaria, e con la ricostruzione di cranio e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1892&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0047248411002314"><img class="alignleft size-full wp-image-1898" title="Gunz et al. 2012" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2012/01/2012_01_neurospot.jpg?w=497" alt=""   /></a>Repetita iuvant. Dopo i tre articoli sulla morfogenesi dell’endocranio nell’<a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2010/06/16/neurometrica/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>uomo moderno</strong></span></a>, su quella dello <a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2010/09/01/parietal-r-evolution/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>scimpanzé</strong></span></a>, e su quella dei <a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2010/11/09/trilogia/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Neandertaliani</strong></span></a>, ecco un articolo di <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0047248411002314" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Philipp Gunz e collaboratori</strong></span></a> sulla morfogenesi dell’endocranio  nell’uomo moderno, nello scimpanzé, e nei Neandertaliani. Area di sintesi, insomma. Con qualche rinforzo sulla numerosità campionaria, e con la ricostruzione di cranio e endocranio del neonato Neandertaliano di Mezmaiskaya, che va a dar manforte al suo coetaneo di Le Moustier. Tutto confermato, molte similitudini tra le tre specie, ma una grande differenza nella espressione delle aree parietali e cerebellari proprio in zona post-natale, che nella nostra specie (e solo in questa) caratterizza fortemente la geometria cerebrale.</p>
<p style="text-align:right;"><em>E Bruner</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1892/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1892&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un gennaio rovente</title>
		<link>http://neuroantropologia.wordpress.com/2011/12/20/un-gennaio-rovente/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 11:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D Garofoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoantropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia Comparata]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[É in uscita a breve il nuovo volume delle Philosophical Transactions of the Royal Society B, questa volta dedicato ad un tema di particolare rilevanza per chi si interessa di evoluzione della mente: il rapporto tra azione e origine del linguaggio, giá noto alla paleoneurologia decadi or sono (cfr. R.L. Holloway, 1969) e ad oggi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1881&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/12/sf2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1886" title="sf2" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/12/sf2.jpg?w=497" alt=""   /></a>É in uscita a breve il nuovo volume delle <strong><a href="http://rstb.royalsocietypublishing.org/content/367/1585.toc">Philosophical Transactions of the Royal Society B</a></strong>, questa volta dedicato ad un tema di particolare rilevanza per chi si interessa di evoluzione della mente: il rapporto tra azione e origine del linguaggio, giá noto alla paleoneurologia decadi or sono (cfr. R.L. Holloway, <strong><a href="http://www.columbia.edu/~rlh2/Culture1969.pdf">1969</a></strong>) e ad oggi vera e propria attrazione del dibattito multidisciplinare in questo campo. Nel volume in questione, la linea di analisi generale consiste nel focalizzare l´attenzione sui pattern comportamentali, cognitivi e neurali implicati nella prassi, che possono aver contribuito all´evoluzione del linguaggio negli esseri umani. Si possono cosí ritrovare nella raccolta due filoni: il primo, comparativo, che mira in genere a descrivere la associazione fra tool use/gestualitá e rappresentazioni mentali di &#8220;ordine elevato&#8221; nei primati non umani (es: Frey &amp; Povinelli); il secondo paleoantropologico, che assume fondamentalmente un taglio archeocognitivo, mettendo in relazione record archeologico, funzioni cognitive ed evoluzione cerebrale (es: Stout &amp; Chaminade). Da segnalare anche il lavoro neuropsicologico conclusivo (Roby-Brami <em>et al</em>.), che invita, dati alla mano, a prendere il tema con prudenza, senza gettarsi in interpretazioni eccessivamente acrobatiche, che potrebbero scontrarsi sia con la teoria che con la pratica delle neuroscienze. E, considerando i vari campionati di correlazione-causalitá e necessitá-sufficienza sempre in voga in questi temi, forse faremmo bene a fidarci di questo consiglio.</p>
<p style="text-align:right;"><em>D Garofoli</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1881/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1881/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1881&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Hobet 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 13:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia cognitiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Paleoantropologia]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione umana]]></category>
		<category><![CDATA[Natalie Uomini]]></category>
		<category><![CDATA[University of Liverpool]]></category>

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		<description><![CDATA[A gennaio 2012 (26-28) si terrá nel Dipartimento di Archeologia dell’Università di Liverpool il Forum Interdisciplinare sull’Origine dell’Uomo: Comportamento, Ambiente, e Tecnologia (HOBET). I temi previsti includono archeologia e comportamento, evoluzione umana in Europa, cognizione e linguaggio, paleoclimatologia e geocronologia africana, analisi litica e origine delle prime tecnologie, strategie di sfruttamento faunistico nel Paleolitico, risposte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1862&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.hobet.org/#/homepage/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1863" title="( ... hands after Ed Germain)" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/12/2011_12_hobet.jpg?w=497" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">A gennaio 2012 (26-28) si terrá nel Dipartimento di Archeologia dell’Università di Liverpool il <em>Forum Interdisciplinare sull’Origine dell’Uomo: Comportamento, Ambiente, e Tecnologia</em> (<a href="http://www.hobet.org/#/homepage/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>HOBET</strong></span></a>). I temi previsti includono archeologia e comportamento, evoluzione umana in Europa, cognizione e linguaggio, paleoclimatologia e geocronologia africana, analisi litica e origine delle prime tecnologie, strategie di sfruttamento faunistico nel Paleolitico, risposte umane al cambio climatico, demografia, migrazione, e simbolismo. L’incontro prevede attività in collaborazione con in <a href="http://www.liverpoolmuseums.org.uk/wml/visit/floor-plans/world-cultures.aspx" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Museo di Liverpool</strong></span></a>. Iscrizioni fino al 17 gennaio!</p>
<p style="text-align:center;">[<a href="http://www.hobet.org/FileUpload/gallery2012/HOBETProgram.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Programma</strong></span></a> e <a href="http://www.hobet.org/FileUpload/gallery2012/HOBET_Poster%282%29.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Poster</strong></span></a>]</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.hobet.org/#/homepage/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1875" title="HOBET" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/12/2011_12_hobetlogo1.jpg?w=497" alt=""   /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1862/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1862/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1862&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">E Bruner</media:title>
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			<media:title type="html">( ... hands after Ed Germain)</media:title>
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			<media:title type="html">HOBET</media:title>
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		<title>Pensare Neandertaliano</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 00:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoantropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Frederick Coolidge]]></category>
		<category><![CDATA[Neandertal]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Wynn]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se i miti sono duri a morire (soprattutto se frutto di catarsi culturale), da molto tempo si cerca di non accanirsi troppo sulla figura del povero Neandertaliano. Anzi, come discusso più e più volte, qualcuno addirittura cerca di scontare il senso di colpa della calunnia storica con un buonismo forsennato che all’uopo viene bene [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1801&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.oup.com/us/catalog/general/subject/LifeSciences/EvolutionaryBiology/?view=usa&amp;ci=9780199742820"><img class="alignleft size-full wp-image-1802" title="How to think like a Neandertal (Wynn and Coolidge, 2011)" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/11/2011_11_how-to-think.jpg?w=497" alt=""   /></a>Anche se i miti sono duri a morire (soprattutto se frutto di catarsi culturale), da molto tempo si cerca di non accanirsi troppo sulla figura del povero Neandertaliano. Anzi, come discusso più e più volte, qualcuno addirittura cerca di scontare il senso di colpa della calunnia storica con un <a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2010/02/12/saute-a-la-mousterienne/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>buonismo</strong></span></a> forsennato che all’uopo viene bene per cavalcare l’onda del <em>semo tutti fratelli</em>. Ma se da ormai decadi ci ripetiamo che un Neandertaliano, ben rasato e con cravatta, sulla metropolitana nell’ora di punta manco si fa poi troppo notare, adesso è ora che ci domandiamo pure “che penserebbe un Neandertaliano, ben rasato e con cravatta, sulla metropolitana nell’ora di punta?”. Forse suona a esercizio di stile, ma se fino a ieri un tema del genere era strettamente questione da salotto, adesso forse possiamo cominciare a entrare un pó di più in alcuni dettagli che vanno oltre l’intrattenimento da guarnizione giornalistica. Torna l’approccio archeo-psichiatrico di <a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2009/02/19/the-rise-of-neuroanthropology/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Tom Wynn e Fred Coolidge</strong></span></a>, con un titolo da manuale di campo: “<a href="http://www.oup.com/us/catalog/general/subject/LifeSciences/EvolutionaryBiology/?view=usa&amp;ci=9780199742820" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>How to think like a Neandertal</strong></span></a>” (Oxford University Press). Con una copertina d’eccezione, a metà tra Dan Brown e il Circo Barnum, i due ci presentano un vademecum necessario e aggiornato alla Neandertalogia attuale. Si inizia dai fossili, passando per ecologia e genetica, per arrivare agli aspetti culturali e archeologici, porta di accesso per le analisi psicologiche e comportamentali. Se di esercizio di stile si tratta, è aggiornato, elegante, e molto ben strutturato, secondo una catena logica che va sicuramente ben oltre lo spirito puramente narrativo della paleoantropologia tradizionale. Dubitando che si possa arrivare ad avere pensieri intelligenti di prima mattina all’ora di punta nella metro, tentiamo empaticamente l’esperimento, cercando di rimanere per quanto possibile nell’ambito (o perlomeno negli obiettivi) della scienza.</p>
<p style="text-align:right;"><em>E Bruner</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1801/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1801&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">How to think like a Neandertal (Wynn and Coolidge, 2011)</media:title>
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		<title>Aping Mankind</title>
		<link>http://neuroantropologia.wordpress.com/2011/11/24/aping-mankind/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D Garofoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Epistemologia]]></category>
		<category><![CDATA[Macro Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[neuroarcheologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Aping Mankind é uno di quei libri che una volta terminati lasciano la tentazione di mettere la testa sotto l´acqua gelida del rubinetto. In questo volume di recente pubblicazione, Raymond Tallis, medico, neuroscienziato e soprattutto umanista, si diverte a demolire le tesi riduzioniste e deterministe, che sulla linea di Straw Dogs, il libro di John [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1787&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/11/am.png"><img class="alignleft  wp-image-1792" title="AM" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/11/am.png?w=243&#038;h=360" alt="" width="243" height="360" /></a>Aping Mankind é uno di quei libri che una volta terminati lasciano la tentazione di mettere la testa sotto l´acqua gelida del rubinetto. In questo volume di recente pubblicazione, Raymond Tallis, medico, neuroscienziato e soprattutto umanista, si diverte a demolire le tesi riduzioniste e deterministe, che sulla linea di <a href="http://www.amazon.com/Straw-Dogs-Thoughts-Humans-Animals/dp/0374270937">Straw Dogs</a>, il libro di John Gray, tendono a definire l´uomo come nulla altro che un animale un pó piú complesso della media. La <em>pars destruens</em> del libro é particolarmente devastante: l´autore ridicolizza infatti con un linguaggio  satirico i due grandi filoni di particolare rilievo per il supporto delle tesi animalistiche: la Neuromania e la Darwinite, intese come due patologie della conoscenza prodotte dallo scientismo moderno. Per quanto riguarda i neuromaniaci, Tallis respinge l´idea che l´uomo possa essere ridotto ad un ammasso di neuroni, che in pratica governerebbero il nostro essere nella sua interezza e uno dopo l´altro fa crollare i castelli di carta neuroriduzionisti, come la tendenza a localizzare tutto nel nostro cervello (dall´amore romantico al concetto di Dio), l´assenza di libero arbitrio, la coscienza neurale, ecc&#8230;. In seconda battuta, si occupa invece della Darwinite, mettendo in discussione gli approcci che intendono spiegare gli umani come scimmioni un pó piú cresciuti, che rispondono unicamente alla mano invisibile dell´evoluzione. Ed ecco dunque che si passa alla grande sintesi: la psicologia evoluzionistica e le innumerevoli lacune concettuali che essa non puó in alcun modo colmare. Secondo l´autore, risulta dunque che gli esseri umani siano qualcosa in piú di tutto questo: essi hanno infatti un proprio &#8220;sé&#8221; che non puó essere ridotto al sistema nervoso e che consente loro di interagire attivamente con la realtá, scrivendo le dinamiche della propria evoluzione, invece che subirle passivamente. L´evoluzionismo e le neuroscienze risultano cosí ancora &#8220;necessarie&#8221; alla comprensione della natura umana; ció che risulta inaccettabile, in conclusione del testo, é il fatto che esse siano anche &#8220;sufficienti&#8221; a fornire queste spiegazioni, senza per contro chiedere aiuto alle discipline umanistiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto ci riguarda, ad una attenta analisi del libro, sembra proprio che la neuroantropologia vada a ricadere nella definizione che Tallis fornisce per &#8220;grande sintesi&#8221;, mettendoci esattamente tra l´incudine ed il martello della sua impietosa analisi. Ma per fortuna, sposando le tesi di <a href="http://www.isita-org.com/jass/Contents/2010vol88/PDFonline/Jass2010_06_Malafouris.pdf">Lambros Malafouris</a> qualche anno fa, siamo riusciti a buttare il pallone nel corner della logica in tempo. Ora la palla passa a chi, a differenza nostra, non ha avuto la stessa accortezza.</p>
<p style="text-align:right;"><em>D Garofoli</em></p>
<p style="text-align:justify;">Hat Tip: <strong><a href="http://www.carmelodimauro.com/?p=1142">Neuromancer</a></strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1787/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1787/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1787&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Semiotica Cognitiva</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 07:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D Garofoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Neurospot]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella massa di nuovi giornali scientifici che spuntano come funghi a destra e a manca, talvolta capita che qualcosa riesca a destare attenzione. Per quanto mi riguarda, é il caso di Journal of Cognitive Semiotics, una rivista di recente pubblicazione, che mira a coprire quello sconosciuto campo in cui lo studio filosofico dei segni si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1770&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/10/cog31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1816" title="cog3" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/10/cog31.jpg?w=497" alt=""   /></a>Nella massa di nuovi giornali scientifici che spuntano come funghi a destra e a manca, talvolta capita che qualcosa riesca a destare attenzione. Per quanto mi riguarda, é il caso di <strong><a href="http://www.cognitivesemiotics.com/">Journal of Cognitive Semiotics</a></strong>, una rivista di recente pubblicazione, che mira a coprire quello sconosciuto campo in cui lo studio filosofico dei segni si interfaccia con i meccanismi che regolano il funzionamento della mente, i processi neurali, culturali e via dicendo. Nonostante l´inizio non propriamente roseo che ha caratterizzato questo progetto editoriale, costretto ad un rilancio dopo appena qualche anno dalla sua nascita, il disperato bisogno che l´archeologia cognitiva ha della semiotica come teoria per regolare la mappatura tra domini multidisciplinari (i.e.: i flussi di informazione tra sistema comportamentale, mentale, neurale), mi porta a tifare per la sopravvivenza e possibilmente l´inclusione di temi evoluzionistici all´interno di tale iniziativa. Oggi, ad un secolo dalla sua formalizzazione, la semiotica sta venendo gradualmente &#8220;scoperta&#8221; dagli antropologi e archeologi illuminati, tra il disinteresse del blocco piú conservatore, che come al solito fa fatica ad accettare variazioni sul tema, specialmente quando tutto ció che fino a ieri era considerato &#8220;simbolo&#8221;, forse non lo é piú realmente. Nel campo delle neuroscienze cognitive, invece, questa disciplina é vista generalmente come una teoria parziale, che non spiega il funzionamento della mente: idea curiosa, visto che la semiotica dovrebbe disciplinare il modo in cui l´informazione é scambiata nell´intera realtá (<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Sanders_Peirce">Peirce</a></strong>) ed in particolare nella sfera della vita (<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Sebeok">Sebeok</a></strong>), che proprio sulla logica dei segni poggia le sue fondamenta. E quindi sí: ben vengano progetti come Cognitive Semiotics, per fare chiarezza su tutto ció, o almeno per dirci dove hanno preso il designer che fa loro queste splendide copertine. Lo esigiamo.</p>
<p style="text-align:right;"><em>D Garofoli</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1770/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1770/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1770&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Australopithecus sediba</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E Bruner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurospot]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoantropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Australopithecus sediba]]></category>
		<category><![CDATA[calchi endocranici]]></category>
		<category><![CDATA[paleoneurologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da mezzo secolo si litiga sulla validità dei caratteri endocranici per capire la situazione paleoneurologica degli australopiteci, anche utilizzando fossili abbastanza completi e rappresentativi. Le variazioni di taglia non sono decisive per evidenziare un processo di encefalizzazione effettivo, e le variazioni anatomiche sono così sottili che non ci si riesce a mettere d’accordo se ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1747&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Australopithecus_sediba"><img class="alignleft size-full wp-image-1753" title="Carlson et al. 2011" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/09/2011_09_sediba.jpg?w=497" alt=""   /></a>Da mezzo secolo si litiga sulla validità dei caratteri endocranici per capire la situazione paleoneurologica degli australopiteci, anche utilizzando fossili abbastanza completi e rappresentativi. Le variazioni di taglia non sono decisive per evidenziare un processo di encefalizzazione effettivo, e le variazioni anatomiche sono così sottili che non ci si riesce a mettere d’accordo se ci siano o no tracce di affinità con il genere umano. Sembrerebbe quindi che da un calco endocranico come quello di <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21903804" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>MH1</strong></span></a> (<em>Australopithecus sediba</em>, 2 milioni di anni, presenti solo le aree frontali, i poli temporali, e parte delle aree parieto-temporali sinistre, con qualche deformazione sparsa) si possa ricavare ben poca informazione. Ma non bisogna disperare, siamo paleontologi, non siamo tenuti necessariamente a dimostrare le nostre affermazioni, possiamo vendere le opinioni personali come ipotesi scientifiche, le sensazioni come fatti accaduti, non facciamo del male a nessuno, solo abbiamo il compito di intrattenere il nostro amato pubblico. Ed ecco che quindi, con un numero dedicato di Science e un frullato al sincrotrone, dai poveri resti defunti di un residuo di australopiteco subadulto esce un articolo di impatto che da un pezzo di corteccia orbitale scolpito nella roccia ti tira fuori linguaggio, cognizione, rivoluzione, e tensioni neuronali. Per quel poco che si vede sembrerebbe un cervello di australopiteco. La capacità cranica poi, è proprio quella di un piccolo australopiteco. Allora facciamo un po’ di metrica sulle proporzioni delle aree frontali, e scopriamo che … è proprio un cervello di australopiteco! Di fatto è identico a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mrs._Ples" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sts5</strong></span></a>, l’australopiteco africano più australopiteco del mondo … Ma non fa nulla, anche se sembra un australopiteco e ha misure di australopiteco posso sempre dire che ha un qualcosa che mi ricorda l’uomo moderno, montare uno scenario su linguaggio e ristrutturazione delle aree frontali, e pubblicare su Science. Mica muore nessuno. Un dettaglio: nel confronto metrico e occhio-metrico vengono utilizzati solo australopiteci, umani moderni, e scimpanzé. Nessun fossile umano. Per un articolo di paleoneurologia è perfetto, geniale, complimenti davvero. Inoltre, coi suoi 2 milioni di anni, MH1 passeggia su terra africana insieme ai supposti primi esponenti del genere <em>Homo</em>, ossia evolvendo “verso” qualcosa che era già evoluto. Insomma, siamo alle solite. Che stanchezza.</p>
<p style="text-align:right;"><em>E Bruner</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1747/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1747&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ex Machina</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 12:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D Garofoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia Comparata]]></category>

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		<description><![CDATA[Su PLoS ONE é stato pubblicato di recente un lavoro eseguito presso l´unitá di primatologia cognitiva dell´Istituto di Scienze cognitive di Roma (primo autore: Valentina Truppa) al quale io stesso ho preso parte durante la fase iniziale. Il paper completa il discorso aperto da un altro lavoro pubblicato su Animal Cognition lo scorso anno, dimostrando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1734&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/09/apella_robot1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1820" title="apella_robot" src="http://neuroantropologia.files.wordpress.com/2011/09/apella_robot1.png?w=497" alt=""   /></a>Su PLoS ONE é stato pubblicato di recente un <strong><a href="http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0023809">lavoro </a></strong>eseguito presso l´unitá di primatologia cognitiva dell´Istituto di Scienze cognitive di Roma (primo autore: Valentina Truppa) al quale io stesso ho preso parte durante la fase iniziale. Il paper completa il discorso aperto da un altro lavoro pubblicato su <strong><a href="http://lib.bioinfo.pl/pmid:20574839">Animal Cognition</a></strong> lo scorso anno, dimostrando che a fronte di una relativa facilitá (e sottolineo relativa) da parte dei Cebi di acquisire concetti astratti di uguaglianza e differenza, il ragionamento analogico in questa specie risulta al limite delle loro potenzialitá biologiche. Tuttavia, al contrario di quanto proposto originariamente da coloro che vedevano una cesura netta tra le scimmie non-antropomorfe, definite paleologiche, e le antropomorfe analogiche, i nostri dati hanno messo in luce che soggetti particolarmente promettenti possono essere in grado di risolvere compiti di associazione relazionale in particolari condizioni sperimentali, fornendo la <strong><a href="http://neuroantropologia.wordpress.com/2009/06/22/mickey-contro-tutti/">seconda prova</a></strong> che questa specie puó spingersi in condizioni di laboratorio oltre la soglia della paleologicitá. In virtú di ció potrebbero essere felici coloro che hanno sempre supportato l´idea che Darwin avesse visto giusto nell´attribuire una continuitá qualitativa alle proprietá cognitive dei primati, posto che abbia senso parlare di continuitá in specie separate comunque da milioni di anni di evoluzione. Tuttavia, sono del parere che evidenze come queste non riescano comunque ad intaccare l´argomento dell´<strong><a href="http://www.leecharleskelley.com/images/darwins_mistake.pdf">Errore darwiniano</a></strong>, per il semplice fatto che una estensione cognitiva, prodotta dall´interazione di un artefatto umano, in questo caso un <em>touch screen</em> con il quale l´animale é addestrato, potrebbe dirci poco in chiave evolutiva e offrire il suo massimo contributo conoscitivo proprio nel dimostrare gli effetti positivi delle interfacce tecnologiche e della pratica sulle potenzialitá neurocognitive di un organismo. In natura, infatti, non ci sono né schermi tattili né sperimentatori e l´impossibilitá di un sistema biologico di spingersi oltre i suoi limiti autonomamente resta comunque un limite biologico, a mio modo di vedere, anche se contraddetto in condizioni sperimentali. D´altronde, se domani trovassimo un artefatto alieno in grado di far acquisire agli esseri umani una nuova facoltá cognitiva X, capace di estendere la nostra mente ad aspetti del reale prima sconosciuti, risulterebbe comunque difficile affermare che il nostro cervello, un giorno prima del contatto con l´artefatto, fosse in grado di gestire X. Forse potrebbe essere capace di raggiungere X in millenni, ma a quel punto tale sarebbe la variazione dell´ambiente e del sistema-organismo stesso che forse non saremmo piú gli esseri umani di oggi, cosí come i cebi non sarebbero piú tali se avessero evoluto autonomamente il ragionamento analogico.</p>
<p style="text-align:right;"><em>D Garofoli</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/neuroantropologia.wordpress.com/1734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/neuroantropologia.wordpress.com/1734/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=neuroantropologia.wordpress.com&amp;blog=6506903&amp;post=1734&amp;subd=neuroantropologia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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